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“Notizie negative su Centri per l’impiego e risorse per il salario accessorio. Da quanto apprendiamo, infatti, appare preoccupante quello che sta emergendo in queste ore nei lavori della commissione Bilancio della Camera: pare che non siano passati gli emendamenti alla legge di Bilancio relativi ai Centri per l’Impiego e all’integrazione delle risorse per il salario accessorio per i dipendenti delle ex Province”. Ad affermarlo in una nota sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl annunciando, nel caso, nuove azioni di lotta.
“Se le notizie che circolano in queste ore - proseguono - circa la bocciatura degli emendamenti in questione fossero confermate verrebbero a mancare gli strumenti necessari per dare compimento alle riforme sia dei Centri per l’impiego che delle Province. E a pagarne le conseguenze sarebbero le lavoratrici e i lavoratori, danneggiati così ancora una volta, specie sul versante economico. Per queste ragioni, se tutto ciò dovesse trovare conferma, siamo pronti da subito a mettere in campo tutte le iniziative di lotta necessarie”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.


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"Abbiamo chiesto al Sottosegretario Rughetti di riattivare celermente i tavoli di trattativa e di superare questa fase di stallo che sta gravemente penalizzando le lavoratrici e i lavoratori della Sanità e degli Enti Locali”. Lo dichiara Maurizio Petriccioli, Segretario Generale della Cisl Fp, a margine dell’incontro, tenutosi al Dipartimento della Funzione Pubblica, con il Sottosegretario alla Pa, Rughetti. Le federazioni dei lavoratori pubblici di Cgil, Cisl e Uil erano in piazza per chiedere di far ripartire la contrattazione per i comparti Funzioni Locali e Sanità pubblica.
“Se è arrivato l’atto integrativo per le Funzioni Locali che permetterà di riprendere la trattativa già dalla prossima settimana - precisa il Segretario -, dobbiamo superare questa fase di stallo e il rimpallo di responsabilità tra Governo e Regioni sulle risorse da destinare al contratto di lavoratrici e lavoratori della Sanità pubblica”.
“Il Sottosegretario Rughetti si è impegnato, in tempi brevissimi, a condividere con le Regioni una soluzione tecnica che consenta la presentazione dell’atto di indirizzo integrativo e che renda certe le risorse necessarie a rinnovare, dopo 9 anni, il contratto della Sanità pubblica.”
“Ad oggi - conclude Petriccioli - sono state rese disponibili meno risorse di quelle necessarie, sufficienti ad arrivare ad un aumento di 42 euro, una cifra che per la Cisl Fp è assolutamente insufficiente e che non consente di revocare lo stato di agitazione del personale”