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INTERNAZIONALE

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Internazionale

La dimensione internazionale, in particolare quella europea, si avvia a diventare sempre di più un elemento chiave del quadro economico, sociale e normativo in cui si muove l’azione sindacale. 
I più recenti orientamenti strategici elaborati dalla Ue, ovvero il Patto per la governance economica e l’agenda “Europa 2020”, richiamano il ruolo delle parti sociali nell’attuazione degli obiettivi di stabilità e crescita, auspicando una piena compartecipazione dei sindacati e in generale della società civile allo sforzo di rilanciare l’economia europea rendendola più competitiva, più inclusiva e più sostenibile sul piano sociale e ambientale.
La Cisl Funzione Pubblica è affiliata alla ETUC - European Trade Union Confederation e alla EPSU - European Public Service Union.

INTERNAZIONALE

Anche in Europa esistono un’articolazione confederale del sindacato, rappresentata dalla CES, e una per categorie. Ciascuna al proprio livello, con le rispettive controparti datoriali e sulle materie di loro interesse, condividono obiettivi essenzialmente simili: partecipare al dialogo sociale, tramite il quale individuano nel contesto europeo problemi relativi alle condizioni di lavoro e si impegnano a risolverli tramite azioni congiunte; avere voce e capacità di influenza nei processi decisionali dell’Unione. Una forma ulteriore di dialogo sociale sovranazionale è quella che avviene nel contesto dei Comitati Aziendali Europei (CAE), organismo che può essere costituito nelle imprese multinazionali con più di 1000 dipendenti e presenti in almeno 2 stati membri ed è ad oggi l’unico soggetto transnazionale riconosciuto come titolare di diritti di informazione e consultazione. Del ruolo e dell’importanza dei CAE parleremo più diffusamente in seguito. 

Concretamente il dialogo sociale viene portato avanti ai tavoli settoriali attraverso una serie di riunioni che si svolgono nell’arco di ogni anno, in genere seguendo un programma di lavoro articolato su più anni che le stesse parti sociali si danno sulla base di priorità condivise. 

Questo processo può portare a diversi risultati: accordi che le parti si impegnano a promuovere tra le proprie affiliate nazionali per stimolarne l’attuazione nei luoghi di lavoro, posizioni comuni (ad es. relative a consultazioni lanciate dalla Commissione europea su proposte di policy o di direttiva), quadri di azione, indagini conoscitive e progetti di ricerca in collaborazione con esperti accademici, codici di condotta, linee guida e raccolte di buone pratiche. 

Un’altra possibilità di influenza per le parti sociali passa attraverso l’interlocuzione con il Parlamento europeo. La CES, ma anche le Federazioni di settore che con la CES collaborano regolarmente, mantengono contatti con i vari gruppi politici all’interno del Parlamento europeo tramite il cosiddetto Intergruppo sindacale, attraverso il quale vengono condivise informazioni e presentate le posizioni sindacali sulle questioni presenti nell’agenda parlamentare. Grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione, ma anche rapporti e proposte di emendamenti, i sindacati sono riusciti a influenzare l’adozione di leggi su materie come l’uso di sostanze chimiche nei contesti lavorativi, gli orari di lavoro, i congedi parentali, il lavoro interinale e part time. 

La federazione a cui aderiamo come Cisl Fp, e come noi le altre sigle di categoria del sindacato confederale, è la EPSU (Fsesp nell’acronimo italiano) che riunisce più di 270 sigle sindacali da tutti gli Stati membri dell’Ue oltre che dagli Stati dello Spazio economico europeo, da diversi Paesi candidati all’ingresso nell’Unione, e da Paesi limitrofi che con la Ue intrattengono rapporti economici significativi. 

Come rappresentanza sindacale Epsu siede a 4 tavoli di dialogo sociale settoriale formalmente istituiti, e dunque riconosciuti dalle istituzioni comunitarie come interlocutori ufficiali nelle aree di policy che li riguardano: Amministrazioni centrali dello Stato, Amministrazioni locali, Sanità e Utilities (i servizi quali energia, trasporti pubblici, servizi idrici e gestione dei rifiuti), con la possibilità che in un prossimo futuro se ne costituisca un quinto dedicato specificamente ai servizi sociali (oggi distribuiti tra aa.ll. e assistenza sanitaria, a seconda dei vari ordinamenti nazionali).

Come rappresentanza dei lavoratori dei servizi pubblici, Epsu si batte per affermare un modello di Europa sociale in cui servizi pubblici accessibili, di qualità (tanto del servizio quanto dell’occupazione, inseparabili l’una dall’altra) abbiano un ruolo essenziale nel promuovere l’equità, l’inclusione e la

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Gabriella Di Girolamo
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