Difesa. Cgil, Cisl, Uil Pa, I 750 lavoratori dell’AID contro il tentativo di modifica del rapporto di lavoro. Rischio della fine di una esperienza produttiva. Dichiarato lo stato di agitazione!

Difesa. Cgil, Cisl, Uil Pa, I 750 lavoratori dell’AID contro il tentativo di modifica del rapporto di lavoro. Rischio della fine di una esperienza produttiva. Dichiarato lo stato di agitazione!

Roma, 18 maggio 2022 – “Abbiamo smascherato il tentativo di imporre, alle lavoratrici e ai lavoratori di Agenzia industrie difesa, modifiche al rapporto di lavoro e al sistema di pagamento degli emolumenti stipendiali senza il preventivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali del personale”.

Lo dichiarano, in una nota stampa, i coordinamenti Difesa di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.

Nel merito, i sindacati sottolineano “le forti preoccupazioni espresse stamani dalle lavoratrici e dai lavoratori sul proprio salario e futuro occupazionale nell’ambito dell’assemblea nazionale organizzata dal sindacato confederale di categoria”, chiedendo l’intervento del Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, per “farsi carico della situazione generata dagli organismi di controllo contabile e far tenere l’immediata apertura di un tavolo di confronto tra le parti, indispensabile a chiarire i diversi aspetti del processo amministrativo che desta notevoli perplessità e considerevole apprensione in seno al personale coinvolto”.

Nello specifico, il sindacato denuncia una “forte preoccupazione per l’affermazione contenuta nell’informativa fatta pervenire dall’Agenzia che recita: ‘v’è la possibilità che la modifica della procedura in questione abbia un impatto sul sistema di classificazione del personale’”.

“In relazione alla delicatezza del tema trattato – concludono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa – e più in generale alla messa in discussione dei livelli occupazionali pubblici dell’agenzia in house del ministero della difesa, nel dichiarare lo stato di agitazione nazionale del personale di Agenzia industrie difesa e la conseguente mobilitazione, chiediamo alle commissioni difesa di camera e senato, alle istituzioni tutte di tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori loro malgrado coinvolti”.