InfoContratti. Prosegue il negoziato per il CCNL Funzioni Centrali

InfoContratti. Prosegue il negoziato per il CCNL Funzioni Centrali

Roma, 4 novembre 2021 – Nel corso dell’incontro di ieri, l’Aran ha presentato una nuova proposta sul sistema delle progressioni economiche orizzontali migliorativa rispetto a quella anticipato da alcuni organi di stampa, che tuttavia non può essere ritenuta ancora soddisfacente.

La suddetta proposta consentirebbe la conservazione dell’importo delle indennità di amministrazione in godimento, trasformandone una parte in stipendio tabellare, con un indubbio vantaggio sulla retribuzione pensionabile. Gli aspetti positivi finora prodotti sono rappresentati, al momento:

  • dall’aumento delle opportunità di progressione economica in tutte le amministrazioni;

  • dal superamento del problema dell’apicalità per i lavoratori e le lavoratrici collocati nelle fasce più elevate delle attuali aree e la possibilità di acquisire più differenziali stipendiali nel tempo;

  • dalla definizione chiara dei criteri generali per l’attribuzione dei punteggi relativi alle progressioni economiche, individuando un equilibrio accettabile fra pesatura della valutazione individuale, l’esperienza professionale maturata e gli ulteriori criteri da definire in sede di contrattazione integrativa; in tal mondo, per un verso, si valorizzano la specificità del lavoro e delle funzioni svolte nelle diverse amministrazioni e, per altro, si limita la tendenza del legislatore ad invadere il campo della contrattazione collettiva integrativa, limitando la discrezionalità del sistema di valutazione adottato dalle amministrazioni;

  • dal superamento del tetto ai trattamenti economici accessori, previsto dall’art. 23, comma 2, del D. Lgs 75/2017, mediante il finanziamento dei fondi per la contrattazione integrativa, con conseguenti opportunità aggiuntive per i dipendenti.

    Per parte nostra, il consenso al nuovo sistema delle progressioni economiche resta legato alla individuazione di un importo adeguato (più elevato di quello finora proposto) dei differenziali stipendiali unici di comparto. Tale importo deve offrire, rispetto al vecchio sistema, concrete opportunità di miglioramento ai destinatari del nuovo contratto e un effettivo accesso alle progressioni.

    E’ necessario, inoltre, che si definisca un sistema di dinamiche retributive che tenga conto delle diverse realtà del comparto che, per un verso, migliori le situazioni di sofferenza e, per altro verso, salvaguardi le realtà attuali più virtuose, sia con riferimento ai differenziali sia rispetto ai nuovi assunti.

    Il punto di arrivo deve garantire un equilibrio accettabile fra l’ammontare delle progressioni economiche e il numero delle stesse reso disponibile alla contrattazione.

    Il giudizio non può prescindere dalle risposte che l’Aran dovrà fornire sul sistema di classificazione ed inquadramento del personale rispetto alle richieste da noi avanzate; è necessario, infatti, che, attraverso la norma introdotta dal DL 80/2021, si sblocchino e migliorino le possibilità di passaggio fra le aree anche in deroga ai vincoli legislativi esistenti.

    L’Aran ha poi presentato alcune proposte relative alla Area delle elevate professionalità che, secondo il quadro legislativo vigente, sarà interamente finanziata con le risorse stanziate per le facoltà assunzionali e nascerà “vuota”.

    Il CCNL dovrà stabilire il valore tabellare e la nuova struttura retributiva. La proposta dell’Aran, in considerazione delle caratteristiche di valorizzazione delle responsabilità di natura professionale e gestionale esercitate, è quella di prevedere una struttura della retribuzione così composta:
  • stipendio tabellare onnicomprensivo;

  • una retribuzione di posizione correlata all’incarico, compresa fra un valore minimo ed uno massimo 
in base alla tipologia di incarico attribuito (viene previsto, come per la dirigenza, il diritto all’incarico);

  • una retribuzione di risultato correlata ai risultati conseguiti.

L’ipotesi formulata dall’Aran prevede per la retribuzione tabellare un valore annuo lordo (comprensivo della tredicesima mensilità) pari a 35.000 euro ed una retribuzione di posizione variabile in relazione all’incarico. L’importo complessivo della retribuzione così composta potrebbe quantificarsi in un valore “centrale” di 60.000 euro. A tale importo potrà essere aggiunta, in base alle specificità delle singole amministrazione, una maggiorazione sulla retribuzione di risultato.

Il prossimo incontro si svolgerà Martedì 9 Novembre alle ore 11.00