PA. Petriccioli (Cisl) a Dadone: “DM sul lavoro agile limita diritti dei lavoratori, contrattazione e libertà sindacale”

L'FP (Funzione Pubblica) è una struttura di categoria della Confederazione CISL che rappresenta e tutela i lavoratori dei servizi pubblici

PA. Petriccioli (Cisl) a Dadone: “DM sul lavoro agile limita diritti dei lavoratori, contrattazione e libertà sindacale”

Roma, 20 ottobre 2020 – “Il testo del Decreto del Ministro per la PA sulla disciplina del lavoro agile, interviene su aspetti sensibili della disciplina del rapporto di lavoro, riducendo ruoli e spazi della contrattazione collettiva e le tutele dei lavoratori pubblici”. Lo dichiara, in una nota, il Segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, che valuta negativamente il testo del nuovo provvedimento per la regolamentazione del lavoro agile nelle pubbliche amministrazioni.

“Si vogliono colmare le lacune normative in materia di lavoro agile, anziché con la contrattazione ed il confronto, che pure in questi mesi hanno garantito la funzionalità dei servizi e la sicurezza di utenti e lavoratori, attribuendo ai datori di lavoro pubblici ogni potere discrezionale in materia di regolazione del rapporto di lavoro eseguito in modalità agile, trasformando una disciplina emergenziale in una normativa che regola d’imperio le fasce orarie di contattabilità, i tempi di riposo, il diritto alla disconnessione e ogni valutazione sulle modalità atte ad evitare penalizzazioni ai fini del riconoscimento di professionalità e della progressione di carriera”, prosegue.

“Se le scelte in materia di organizzazione del lavoro nelle amministrazioni sull’utilizzo o meno del lavoro agile competono al datore di lavoro pubblico, la disciplina del rapporto di lavoro in qualunque Stato di diritto compete alla contrattazione e le libertà sindacali non possono essere calpestate in nome di una normativa emergenziale che anziché motivare e valorizzare il mondo del lavoro pubblico, scarica sui dipendenti le inefficienze e le carenze delle pubbliche amministrazioni e le incapacità amministrative e gestionali”, ha concluso Maurizio Petriccioli.